Comune Colledara
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Budget speso su 30000,00
Indirizzo

Abruzzo, Teramo, Colledara

Social Profiles

Descrizione

ORTINCENTRO | Museo del Contadino

Colledara è un comune della provincia di Teramo (430 m s.l.m.), in posizione strategica rispetto ai principali assi di collegamento infrastrutturale grazie allo svincolo autostradale A24. Antica sede del comune era Castiglione della Valle, noto come Castrum Leonis Vallis Sicilianae, risalente al medioevo. Nel 1909, con R.D. n.493, la sede del Municipio fu trasferita a Colledara per la sua posizione centrale, l'alto numero di abitanti e la dotazione dei servizi primari.

Nel 2018, a poco più di un anno dal recente sisma che ha sconvolto l'Italia centrale, e nonostante i quasi dieci anni che ci separano dal sisma di L'Aquila 2009, Colledara, si trova ad affrontare una situazione psicologica ed emotiva collettiva notevolmente preoccupante. I cittadini risultano stanchi, scoraggiati e senza i giusti mezzi per ripartire. Come Primo Cittadino, ma soprattutto in qualità di uomo, il Sindaco, in accordo con i temi che governano la sua attività, prospetta l'ennesima sfida: un nuovo obbiettivo da raggiungere per la propria cittadinanza che merita, così come ogni comunità in difficoltà, la possibilità di rialzarsi, di ripartire dalle proprie radici per guardare avanti e crescere per il futuro della propria gente.

Analisi contesto_inserimento

Dall'analisi del tessuto urbano e dalla dislocazione rispetto ad esso dei servizi pubblici, Colledara risulta carente di un telaio di relazioni che metta a sistema le risorse attive. Il Museo del Contadino non rappresenta solo una risorsa per singole persone, ma può generare un'ampia gamma di benefici e rappresenta la possibilità di costruire risultati integrati di tipo sociale, ambientale ed economico. Si stimola il rapporto con il patrimonio naturale esistente, l'esercizio fisico, l'educazione ambientale, la crescita personale, lo sviluppo di capacità, l'espressione della propria cultura, l'inclusione e la coesione sociale, l'economia locale. Connesso con il sistema didattico, supportato dalle attività delle associazioni culturali, a corredo delle attività sociali quotidiane, il Museo del Contadino diventa incubatore di sapere e conoscenza, di tradizione ed innovazione, di passaggio informativo intergenerazionale, al fine di prendere coscienza delle tradizioni locali per poi svilupparle attraverso momenti ludici e di aggregazione sociale.

Il progetto promuove pratiche di orticoltura responsabile verso l'ambiente e la Comunità nell'uso del suolo; favorisce una visione integrata di governo del territorio, consumi e stili di vita, agricoltura eco-compatibile; valorizza il ruolo del singolo all'interno della Comunità. Oltre alle attività di orticoltura, il sistema aggregativo trova compimento attraverso l'inserimento di offerte collaterali quali il mercato del contadino, la degustazione dei prodotti della terra e le attività didattico formative. In ultimo, ma non per ultimo, il Museo del contadino potrebbe svolgere anche la funzione di prima accoglienza, in caso di eventi calamitosi e disastrosi, così come la storia ci ha abituati a pensare.

La rinascita e il riuso dei vuoti urbani, a partire dalla cultura e dalla creatività, è il tema centrale: la cultura rappresenta il punto di partenza per avviare progettualità dal forte impatto sociale, con processi di collaborazione e coprogettazione tra cittadini, organizzazioni private e istituzioni pubbliche. L'intenzione è di unire alla vocazione agricola del territorio l'occasione di integrazione socio-culturale e didattico-educativa, oltreché la creazione di un adeguato spazio aggregativo a valenza culturale. L'allestimento del Museo del Contadino_OrtInCentro si mostra come un progetto sperimentale, che fonde assieme la buona pratica della sostenibilità ambientale con l'attivazione di sistemi paralleli che danno vita ad azioni rigenerative radicali.

  • Attività didattiche: svolge un ruolo di incubatore e trasmettitore del sapere;
  • Attività all'aria aperta: aree pertinenziali per lo sviluppo di attività all'aria aperta, con occupazione del tempo libero, relazioni sociali, ritorno alle origini nel contatto con la terra;
  • Micro attività agricole: incentivate dalla sensibilizzazione dei giovani al tema delle attività didattiche proposte. L'intento è di riabilitare una zona degradata e contestualmente offrire una reale possibilità lavorativa a ragazzi che hanno deciso di scommettere sul settore agricolo.

L’obbiettivo è la creazione di un incubatore di orticoltura, ovvero un insieme sistematico di piccole azioni atto ad innescare il potenziamento delle attività turistiche ed aggregative locali, per poi renderle costanti nell'area di inserimento, salvaguardando l'ambiente naturale, sociale ed artistico in cui agisce, senza ostacolare o inibire lo sviluppo delle attività sociali ed economiche già esistenti. L'intervento è basato su tematiche essenzialmente molto semplici: sul rispetto dell'ambiente naturale, sulla valorizzare del vuoto urbano, sull'interazione e aggregazione sociale e sulla flessibilità spaziale e di utilizzo.

Il sistema museale, legato a quello degli orti didattici, rappresenta un sistema articolato ed eterogeneo, composto da una doppia rete di

concept

Per far funzionare il sistema incubatore serve però un animatore di comunità: al crescere dell'interesse verso questa attività (risultato atteso data la vocazione territoriale) ci sarà un aumento anche di operatori e tecnici occupati nella gestione e formazione. L'attuazione programmata e graduale dell'intervento consente di sostenerlo e ben gestirlo: si parte da piccoli interventi di riorganizzazione spaziale per poi ambire a sistemi gestionali più complessi, grazie anche ai risultati e ricavi ottenuti (sia in termini economici che di risorse umane).

Risulta improbabile una riuscita fallimentare dell'incubatore che altro non è che un front office multimediale di tutte le attività che sono già presenti, con tutta la loro forza e con tutta la loro storia, nel territorio comunale.

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OBBIETTIVO 1:

  • favorire la cittadinanza attiva e le relazioni pacifiche tra le persone;
  • stimolare il senso di appartenenza alla comunità e al territorio;
  • incentivare stili di vita sani promuovere un’alimentazione sana e sicura per tutti;
  • favorire un’economia della condivisione (sharing economy);
  • destinare maggiore spazio pubblico a finalità sociali.

OBBIETTIVO 2:

  • integrare il reddito delle famiglie in difficoltà economica;
  • incrementare l’efficienza nell’uso dello spazio pubblico;
  • stimolare la collaborazione nella gestione del patrimonio comunale;
  • tutelare e accrescere la qualità estetica del paesaggio urbano;
  • contrastare la cementificazione del territorio;
  • promuovere forme non convenzionali di coltivazione.
Fasi Esecutive e di Attuazione

ORTINCENTRO | Sensibilizzazione

Nello specifico, per avvicinare i cittadini all’orticoltura, intesa come agricivismo, ovvero l’utilizzo delle attività agricole per migliorare la vita civica e la qualità ambientale e paesaggistica, si prevede il coordinamento di molteplici attività agricole in paese ed un’estesa partecipazione integrata, per una più diffusa coscienza ambientalista.

  • EVENTO 0
  • LANCIO
  • AZIONE TIPO
  • REAZIONE CITTADINI
Allestimento Museo

Museo delle Arti Contadine | Incubatore di pratiche innovative.

L’avviamento vero e proprio della proposta coincide con l’allestimento dell’edificio museale. Gli elementi progettuali sono:

  • orti didattici e prima accoglienza;
  • attività di svago e prvoduzione;
  • valorizzazione del un vuoto urbano.

Esso sarà luogo di incontro, luogo didattico e di scambio culturale annesso al sistema scolastico, punto di partenza alla scoperta di Castiglione della Valle, nonché primo punto di accoglienza in caso di calamità naturali. Il sistema museale, legato a quello degli orti didattici, rappresenta un insieme articolato ed eterogeneo.

L’ esterno è suddiviso in tre macrosistemi: GIARDINO PROVENZALE - ORTO SPERIMENTALE - BANCA DEL SEME.

All'interno si allestiranno tre aree differenti: una prima zona è predisposta all'accoglienza e fornita di sistemi di esposizione e/o proiezione; una seconda area, la cosiddetta “Aula 3.0”, caratterizzata dall'uso dello spazio flessibile, trasformabile all'occorrenza in laboratorio attivo di ricerca, sala multimediale, sala lettura, etc. (di cui potranno usufruirne i plessi scolastici presenti nell'immediata vicinanza, le attività informative turistiche, le associazioni culturali locali e tutti eventi ludici e ricreativi aperti al pubblico); una terza area, ovvero l’aula senza zaino, propria per la didattica sperimentale e di gruppo.

L’edificio si configura così come un laboratorio attivo di ricerca: le tecnologie digitali e gli arredi si muovono in stretta relazione le esigenze didattiche.

Data la massima flessibilità spaziale, il Museo si configura anche come Area di Emergenza; esattamente per questo motivo, si prevede una piccola cucina, un generatore di corrente elettrica, un telefono satellitare, un defibrillatore ed un piccolo pronto soccorso portatile.

ORTINCENTRO | Diffusione

La realizzazione di un orto polifunzionale non è solo un progetto tecnico, ma è soprattutto un “progetto sociale"; è importante che l’orto sia uno spazio di apprendimento multidisciplinare: riuscire a coinvolgere un gruppo promotore dell’iniziativa afferente alle diverse attività è sicuramente un punto di forza. Il livello di coinvolgimento potrà, ovviamente, aumentare gradualmente man mano che si acquisirà esperienza. Più verranno sperimentate esperienze positive, maggiore sarà il numero di soggetti che si sentiranno motivati a unirsi al progetto. A livello pedagogico, la sfida più grande è quella di coinvolgere gli utenti sin dalle fasi iniziali, in modo tale da facilitare e rafforzare il senso di appartenenza ad uno spazio collettivo. Fatta questa dovuta premessa, è lapalissiano che l’attività di formazione svolga un ruolo fondamentale ed imprescindibile per la riuscita del progetto. In via preliminare, fatti salvi i risultati che emergeranno dalla wish box dei cittadini, si prevedono ad oggi tre laboratori didattico-formativi, ciascuno dei quali verrà corredato da esperienze pratiche di orticoltura ed agricivismo.

21.12.2018: Evento Zero

Evento Zero

Rassegna Stampa:

OrtINcentro: il progetto del Comune di Colledara

DI REDAZIONE CITYRUMORS 18 DICEMBRE 2018

RIGENERAZIONE URBANA E AGRICIVISMO: IL COMUNE DI COLLEDARA SCOMMETTE SUL PROGETTO "ORTINCENTRO"
Il 21 dicembre saranno presentati il nuovo Museo delle arti contadine, gli orti didattici e le varie iniziative di orticoltura sostenibile:

COLLEDARA – Il 21 dicembre il Comune di Colledara presenta il progetto “OrtINcentro – Museo delle arti contadine”. Lo fa attraverso un “evento zero”, in cui verranno aperte le porte al pubblico dell’edificio costruito dopo il terremoto del 2009 e finora mai utilizzato, il Museo delle arti contadine in via Nuova. L’evento inizia alle 9.30 con gli interventi del sindaco di Colledara, Manuele Tiberii, del presidente dell' Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Tommaso Navarra, e del consigliere provinciale delegato alle Politiche per la zona montana, Giovanni Tiberii. Il progetto verrà presentato da Mauro De Flaviis, Rup del Comune di Colledara, dall’ingegnere Anna Di Saverio, dal dottore forestale Elio Di Marco, da Marianna Lostagnaro dell’Istituto comprensivo Isola-Colledara, da Osvaldo Mancini, presidente di Esperienza Natura - Escursioni e Cammini e da Cinzia Turli, responsabile comunicazione della Lazzaroni Spa. Le conclusioni saranno affidate al rappresentante del Comitato sisma centro Italia.

“L’iniziativa – spiega il sindaco Tiberii - promuove pratiche di orticoltura sostenibile e responsabile verso l’ambiente e la comunità locale, prevedendo tra le varie iniziative: il mercato del contadino, la degustazione dei prodotti a chilometro zero e una serie di attività didattico-formative, all’aria aperta e micro-attività agricole per avvicinare i giovani alla pratica dell’agricoltura ecocompatibile”.

“Al centro del progetto c’è l’allestimento del Museo del Contadino – aggiunge il consigliere delegato all’Ambiente, Simone Tullii -, un sistema museale legato a quello degli orti didattici, che si compone all’esterno di un giardino provenzale, orto sperimentale e banca del seme e di spazi interni che rappresentano l’ultima frontiera dell’insegnamento creativo: un’aula 3.0, un’aula senza zaino e un’aula expo".

L’edificio è un incubatore di rigenerazione urbana, luogo didattico e di incontro con i produttori locali e servirà anche da punto di prima accoglienza in caso di calamità. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto pilota “Colledara OrtINcentro” nato nel 2016 con la partecipazione al Concorso nazionale di idee “Culturability- rigenerare spazi da condividere” bandito dalla Fondazione Unipolis. Il progetto prevede diverse fasi: tra quelle già avviate la formazione degli ortisti, la sensibilizzazione delle scuole e della cittadinanza all’alimentazione bio a chilometro zero. È seguito l’allestimento del Museo del Contadino e degli orti.

“La fase finale del progetto – afferma l’ingegnere Anna Di Saverio - prevede la diffusione di pratiche innovative, la promozione di tecniche autoctone e dei prodotti rurali, lo sviluppo di nuove imprese sul territorio e l’espansione delle attività agricole”.

Durante l’evento di presentazione saranno allestite stampe e riproduzioni iconografiche del contesto agricolo locale e sarà simbolicamente messa a dimora la prima essenza autoctona e spontanea del territorio. Successivamente il mondo botanico sarà raccontato attraverso otto esperienze tipo, a dimostrazione di come “l’arte del coltivare” e l’agricivismo possono salvare l’ambiente e le piccole comunità.